In Val D’Orcia un’esperienza di museo diffuso, tra arte e natura

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Tale è la bellezza e la portata della pittura senese del primo decennio del ‘500 che sono ben tre i paesi coinvolti in uno dei più significativi esempi di museo diffuso che potrete visitare approfittando del vostro soggiorno in un casale in Toscana. Fino al 30 settembre 2017, i bellissimi borghi di Montepulciano, San Quirico d’Orcia e Pienza ospitano l’esposizione “Il Buon secolo della Pittura Senese: dalla Maniera moderna al Lume Caravaggesco”, un esperimento di esibizione artistica, integrato al 100% con il territorio circostante.

 

Il museo diffuso

La mostra è dedicata al periodo storico che va dagli inizi del XVI alla metà del XVII secolo, quando l’arte senese brillava di eccellenti personalità artistiche, spesso ancora troppo poco note al grande pubblico.
Nasce così l’idea di questa originale rassegna in cui le città di Montepulciano, S. Quirico d’Orcia e Pienza ospitano ciascuna, prendendo spunto da un capolavoro che si trova già sul loro territorio, una sezione espositiva dedicata a un importante artista senese e al suo ambiente. Ogni settore prevede, inoltre, un itinerario alla scoperta di opere altrettanto significative rispetto a quelle esposte ma che, per varie ragioni, sono rimaste nelle loro sedi originali.
Questa soluzione permette di completare idealmente la visita con il valore aggiunto di percorrere e scoprire il territorio circostante. Un territorio, quello della Val D’Orcia, designato patrimonio dell’Unesco e culla di località, come Pienza, definite “città ideale” in cui vivere, che offrono a famiglie con bambini, appassionati di passeggiate, amanti dell’enogastronomia, infinite possibilità, perfette per vivere al meglio il proprio casale in Toscana. Ora, questa grande esibizione di artisti locali aggiunge un plus all’offerta già molto diversificata della zona. Vediamo meglio, in dettaglio, quali sono i capolavori che potrete ammirare, con un breve tragitto dal vostro casale in Toscana.

 

riccio pienza

Madonna col Bambino e i Santi Leonardo e Sebastiano di Bartolomeo Neroni detto il Riccio

Montepulciano, Domenico Beccafumi

Al Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano si trova un’opera documentata dell’attività giovanile di Domenico Beccafumi, la S. Agnese Segni. Questa sezione della mostra illustra i documenti e le testimonianze che hanno reso possibile la sua attribuzione e analizza le problematiche della personalità artistica del giovane Beccafumi. Ospita un nutrito numero di sue opere assieme a capolavori del Sodoma, di Girolamo Genga, Fra’ Bartolomeo, Andrea del Brescianino, Girolamo di Giovanni del Pacchia e Lorenzo di Mariano detto il Marrina, protagonisti dell’ambiente artistico senese nel primo decennio del’500.

San Quirico d’Orcia, dal Sodoma al Riccio
É  dedicata alla pittura senese negli ultimi decenni della Repubblica la sezione della mostra allestita a Palazzo Chigi Zondadari, a San Quirico d’Orcia. Qui, il dipinto attorno al quale si dipana il percorso è la Madonna col Bambino e i Santi Leonardo e Sebastiano di Bartolomeo Neroni detto il Riccio, appartenente alla Compagnia del Santissimo Sacramento di San Quirico d’Orcia. La sezione prende quindi in esame il periodo artistico che va dalla tarda attività del Sodoma, di cui sono presenti diverse e importanti opere, con anche dipinti eseguiti da Giorgio di Giovanni, Marco Pino e Giomo del Sodoma, per concludersi con un’ampia rassegna dedicata alla produzione di Bartolomeo Neroni detto il Riccio.

Pienza, il Rustichino e il naturalismo a Siena
A Pienza, lo spunto è la presenza, nella chiesa di S. Carlo Borromeo, di una pala di Francesco Rustici detto il Rustichino, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Carlo Borromeo, Francesco, Chiara, Caterina e Giovanni Battista. Intorno, sono riuniti insieme per la prima volta, diversi capolavori dell’artista locale.
La sezione illustra anche l’ambiente familiare in cui avvenne la prima formazione del pittore, con dipinti di Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici, proponendo anche opere delle personalità artistiche che hanno contribuito alla sua evoluzione stilistica come Orazio Gentileschi e Antiveduto Gramatica. C’è spazio anche per una rassegna di dipinti eseguiti da pittori senesi suoi contemporanei come Rutilio e Domenico Manetti, Bernardino Mei, Astolfo Petrazzi e Niccolò Tornioli, perfetti interpreti del paesaggio circostante.

Tutte e tre le sezioni, ed è una caratteristica importante del progetto, si aprono al territorio. Invitano cioè il visitatore ad andare alla scoperta di altre opere custodite da pievi, monasteri, conventi, palazzi, piccoli borghi del meraviglioso territorio della Val d’Orcia (scarica il pdf degli itinerari sul territorio). Una occasione imperdibile per chi voglia scoprire i tesori conservati nei luoghi più segreti e suggestivi di questa terra che non a caso è  Patrimonio dell’Umanità.

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