Come si riconosce un vino di qualità? I consigli di Giulitta Zamperini, del Consorzio Vino Orcia

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“Il vino più bello del mondo”: così Giulitta Zamperini, giovanissima vicepresidente del Consorzio Vino Orcia definisce il prodotto delle sue terre. Il vino Orcia è una parte fondamentale dell’esperienza di viaggio di chi visita il meraviglioso territorio nei dintorni di Pienza, patrimonio dell’Unesco dal 2004. La zona di produzione dell’Orcia Doc si trova in una delle zone più vocate al mondo per la produzione dei grandi vini, quella a sud della provincia di Siena. Giulitta, a soli 27 anni, gestisce insieme al padre l’azienda di famiglia a Castiglione d’Orcia. Basta parlarle per qualche minuto, per capire che il vino, per lei e per i produttori che rappresenta, è una passione e un lavoro di massimo impegno. 

Giulitta Zamperini, Consorzio Vino Orcia

Giulitta Zamperini, Consorzio Vino Orcia

Che tipo di vino non può mancare su una tavola di Pienza?

Una buona bottiglia di Orcia Doc, naturalmente.

Che cosa indica la denominazione DOC? Quali garanzie dà a chi sceglie questi vini?

La Doc Orcia nasce il 14 febbraio del 2000. La denominazione di origine controllata è un marchio di origine italiano utilizzato in enologia che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio. Viene utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all’ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale. La denominazione di origine controllata fu istituita con decreto-legge nel 1963. Dal 2010 la classificazione DOC, così come la DOCG, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.

Quali sono le caratteristiche del vino della Val D’Orcia?

La denominazione Orcia comprende la tipologia Orcia ottenuta da uve rosse con almeno il 60% di Sangiovese e Orcia “Sangiovese” con almeno il 90% di questo vitigno, entrambe anche nella tipologia “Riserva”. La denominazione Orcia comprende anche le tipologie Bianco, Rosato e Vin Santo. Il nostro territorio comprende 12 Comuni. E questo consente al vino un’ampia diversificazione interna, uno dei nostri punti di forza: ogni vino, qui, regala caratteristiche uniche. Ad esempio il Sangiovese della mia zona, che si trova nei pressi di Montalcino, restituisce un vino profondo ed elegante. Mentre, il Sangiovese delle crete senesi fornisce struttura, longevità e potenza. Possiamo quindi dire che i vini Orcia sono vini di notevole struttura, armonia, complessità e capacità di invecchiamento. 

 In che modo il clima del luogo influisce sul vino locale?

In piena estate, le temperature notturne sono basse e questa escursione termica conferisce ai vini ricchezza aromatica, eleganza e longevità. I fenomeni intensi – siano essi grandinate, freddo, forte vento, o caldo sopra le medie – possono influire negativamente sulla maturazione delle uve ritardandola oppure accelerandola. Il Sangiovese peraltro è un vitigno molto sensibile agli ultimi venti giorni di maturazione: per questo occorre prestare molta attenzione proprio nella scelta ottimale per la vendemmia.Ogni stagione è diversa. Se le dovessi dire che cosa speriamo noi produttori… speriamo in un’estate calda ma non troppo, con una buona pioggia a fine estate e bel tempo tra settembre e ottobre, senza forti sbalzi di temperatura. E’ il clima ideale per un vino di grande annata. 

Come è possibile riconoscere un vino di qualità?

È l’eterno dilemma ma tutti, più o meno esperti, possono avere la possibilità di riconoscere se un vino è di qualità. Occorre solo un po’ di esperienza: una maggiore consapevolezza, infatti, aiuta a destreggiarsi meglio tra le varie etichette, quel tanto che basta per divertirsi con un buon calice di vino in mano. Vuole due semplici consigli per chi ha meno esperienza?

Partiamo dal primo.

Innanzitutto per capire se il vino che vi hanno messo nel calice è buono, cercate di intuire se quello che annusate vi piace o meno. Un vino buono deve essere prima di tutto pulito. 

Il primo indizio per capire se si ha un buon vino nel calice è quindi il profumo. E poi?

Poi entra in gioco il palato. Non dobbiamo avere sensazioni troppo discordanti. Imparate a fidarvi delle vostre sensazioni. Cercate la piacevolezza, il garbo, ponete attenzione al frutto del vino e alle sue piacevoli sensazioni, cercando di intuire l’obiettivo enologico del produttore.  

Basta davvero così poco?

Certo che sì: gustare un buon vino è un’esperienza semplice, alla portata di tutti, che siano esperti o semplicemente amanti della bellezza e della qualità. Infine un ultimo consiglio: godetevelo in buona compagnia magari ammirando i panorami della Val d’Orcia. 

Come viene prodotto il Vino Orcia?

Ogni azienda è piccola, unica, artigianale, solitamente una realtà familiare. Ognuno di noi investe nel produrre vini che rispecchino e rispettino questo territorio e ne valorizzino la sua incredibile bellezza, come sottolinea sempre la nostra presidentessa Donatella Cinelli Colombini: il primo mercato è proprio il territorio di produzione. Tanti giovani come me hanno riscoperto il lavoro nella campagna. Vivere qui significa apprezzare al meglio questo meraviglioso territorio, per tirarne fuori i frutti in modo rispettoso e naturale. 

Di che cosa si occupa il Consorzio Vino Orcia?

Il Consorzio nasce grazie alla tenacia di alcuni produttori soci fondatori. Lo scopo è tutelare e promuovere l’immagine del vino e del suo territorio. Dodici sono, appunto, i comuni compresi nella denominazione: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Quirico d’Orcia e Trequanda. Inoltre, parte dei comuni di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena. La creazione dell’Orcia DOC ha coinciso con un cambiamento climatico che ha fatto cessare le gelate primaverili. Questi eventi erano un tempo molto frequenti e costituivano il principale ostacolo al successo della viticultura. 

Di quante cantine parliamo?

A seguito dell’istituzione della denominazione sono sorte o hanno ripreso l’attività di  circa 60 cantine, di cui 40 associateal Consorzio.  Anche il patrimonio viticolo è consistentemente aumentato con nuovi vigneti specializzati e pensati fino dall’origine all’alta qualità delle uve. Il 25 luglio 2014 il Consorzio del vino Orcia ha ricevuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il riconoscimento “Erga Omnes” che prevede la vigilanza e la promozione per tutto il vino Orcia. Il Consorzio è fortemente impegnato in azioni di marketing ed eventi, affinché i vini Orcia diventino una risorsa importante per le imprese e per il territorio. Svolgiamo, anche, un’intensa attività culturale che culmina ogni anno, con “Orcia wine Festival”, l’evento che, da 8 edizioni si svolge a San Quirico d’Orcia nella splendida cornice di Palazzo Chigi nel ponte del 25 aprile. Un’occasione unica per  conoscere meglio le aziende di questa denominazione che saranno presenti direttamente con banchi d’assaggio per tutti e 4 i giorni del festival. Moltissime le iniziative previste: visite nelle cantine, degustazioni guidate, cena di gala a palazzo e cene con il produttore.

Come consiglierebbe di approcciarsi a questo vino, elemento tipico del territorio, a chi vuole vivere Pienza non solo da turista occasionale?

Come prima cosa suggerisco di andare a visitare le aziende produttrici: è sicuramente un’esperienza indimenticabile in termini di qualità dei vini che si possono degustare, ma anche dal punto di vista paesaggistico. Può essere, infatti, l’occasione per godere di paesaggi incontaminati e luoghi dalla straordinaria unicità in termini ambientali. Ma il mio consiglio riguarda anche la possibilità di esser accolti in cantina in prima persona dai produttori stessi, che saranno ben lieti di guidare i visitatori o gli eno-appassionati alla scoperta dei nostri vini e di altre produzioni di qualità. Personalmente faccio parte dell’Onav, delegazione Siena, da 6 anni. Posso dire con certezza che sempre più persone, soprattutto giovani, hanno curiosità e voglia di scoprire e capire  meglio il meraviglioso mondo del vino. A chi acquista casa nella zona di Pienza, quindi, consiglio sicuramente di partecipare a corsi, degustazioni guidate, wine tour: sono degli ottimi modi per incrementare la propria conoscenza o approcciarsi a capire cosa c’è dentro e dietro ai nostri calici di vino.

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